Come preludio per la Messa nelle Domeniche di Avvento, possiamo scegliere il Corale Nun komm, der Heiden Heiland BWV 659, dai Corali del Manoscritto di Lipsia:

“Vieni, Salvatore delle genti, mostrati qual frutto del parto della Vergine! Sbalordisca tutto il creato: una nascita così spettava solo a Dio!”.

Con questo splendido inno d’Avvento (in origine composto da Sant’Ambrogio vescovo), Bach ci introduce subito in un mondo tutto mistico, il suo mondo preferito quando si raccoglie in se stesso. Si basa su una melodia ornata, cantata al soprano nel registro di solo, circondata dalle serene parti del contralto e del tenore, mentre il pedale si muove in lente e solenni scale. Se la melodia del corale e le voci mediane raffigurano la coralità umana che invoca la venuta del Salvatore, i bassi del pedale, che si muovono col ritmo cullante che fa addormentare il Bambin Gesù, indicano proprio i passi del Redentore che viene incontro all’umanità in attesa.
Bach qui si rende cantore dell’umanità sofferente e invoca con la forza della sua fede e di un bruciante amore quel Dio la cui Incarnazione avrebbe un giorno salvato le genti e la cui manifestazione gloriosa nella Parusia porterà il tempo dei nuovi cieli e della nuova terra. È una musica scritta da un poeta e da un credente, che mette tutta la sua arte al servizio della fede. È questa una delle pagine più profonde ed emotive della letteratura organistica mondiale (Cfr. E. DALLA LIBERA, G. S. Bach. Corali a commento dell’anno liturgico, Ed. S. A. T., Verona 1955).

Annunci