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L’harmonium è sempre stato considerato il fratellino povero dell’organo a canne. Questo giudizio inclemente deriva paradossalmente da un atto splendido del magistero della Chiesa: designare l’harmonium come valido sostituto per quei luoghi e quelle circostanze dove la mole e i costi dell’organo a canne fossero proibitivi. Il sostituire l’organo, però, non è segno di una scelta di qualità inferiore, anzi: l’harmonium, tanto quello artistico e storico, quanto quello più semplice e contenuto in fattura purché comunque realizzato a regola d’arte, presenta un’espressività calda ed efficace, grazie alla sua capacità di entrare in tutte le sfumature d’intensità e colore del suono, permettendo all’esecutore di agire direttamente sulla pressione del mantice tramite i due pedali d’insufflazione. L’harmonium ha un suono intimo e al contempo profondamente spirituale.

Tra le volte dell’antichissima Pieve di San Giovanni Battista a Pievescola, un harmonium Galvan ce ne offre un esempio: ecco dunque quel che si è potuto tirar fuori dal connubio tra le maestose pietre romaniche di questa splendida chiesa e le sonorità di uno strumento semplice, eppure costruito da coloro che all’epoca erano definiti “gli Stradivari dell’harmonium” italiano. Lo strumento ha “cantato” nel linguaggio romantico a lui congeniale (Mason, Boely), ma si è anche avventurato verso il repertorio barocco (Wesley, Zipoli, Pachelbel). Qualsiasi ascoltatore che non abbia familiarità con l’harmonium si chiederà come sia possibile cavar fuori questa musica da uno strumento che agli occhi di molti, oggi, appare “misero”, … ma che invece misero non è, per niente!

In un miscelarsi di note, piccoli rumori della meccanica dello strumento, il frinire estivo delle cicale e il canto delle rondini che vanno e vengono dai nidi posti nel sottotetto dell’abside (un tappeto di suoni di sottofondo che si è scelto di non eliminare per lasciare le incisioni “vive e concrete” come lo sarebbero durante la liturgia), quest’harmonium sfodera tutte le sue energie, fino a spingersi – con la Giga in Sol minore, per esempio – al limite estremo delle sue possibilità esecutive, in uno sforzo ardente che racconta ancora alle nostre parrocchie il motivo per il quale esso è stato costruito e collocato qui: servire il Signore Dio nostro con la più autentica dignità dell’arte, un’arte vera, che quanto a genuinità e calore supera di gran lunga quella di qualsiasi tastiera elettronica. Se poi alle sonorità dell’harmonium accoppiamo di tanto in tanto un buon clarinetto (*) che si ferma per un’amichevole visita in quest’antichissima chiesa, …che dire? Deo gratias!

Alessio Cervelli

Dedico questo piccolo lavoro al parroco Don Adrien, ai fedeli della parrocchia di Pievescola e alla cara memoria dei miei bisnonni, Lina e Libero, che in questi luoghi hanno vissuto, in questa chiesa hanno celebrato le loro nozze in Cristo e in questa terra adesso sono sepolti, dormendo il sonno della pace nella speranza della misericordia del Padre Altissimo.

(*) Leonardo Agnelli (Siena, 1992) è clarinettista diplomando presso l’Istituto Superiore di Studi Musicali Rinaldo Franci di Siena ed allievo presso il Siena Jazz. E’ attivo come interprete in vari gruppi.

 

1 – D. Zipoli, Due Versetti in Do, dalle “Sonate d’Intavolatura per Organo” [01:31]

2 – D. Buxtehude, Chorale “Nun komm, der Heiden Heiland”, BuxWV 211 [02:09]

3 – Anonimo (sec. XVII), Ricercare & Ave Maris Stella Alternatim [04:07]

4 – S. Wesley, Voluntary F dur [02:56]

5 – O. Ravanello, Versetti d’harmonium per il Magnificat nel Tono Ottavo [03:34]

6 – D. Zipoli, Pastorale dalle “Sonate d’Intavolatura per Organo” [04:15]

7 – J. Pachelbel, Praeludium & Fuga d – moll [03:46]

8 – A. Boely, Communio e – moll [01:42]

9 – W. A. Mozart, Ave Verum Corpus [03:21]

10 – A. Marcello, Adagio dal “Concerto per Oboe in re minore” [04:02]

11 – L. Mason, Chorale “Nearer, my God, to Thee” [03:3]

 

Zipoli, Suite in sol minore dalle “Sonate d’Intavolatura per Cembalo”:

 

12 – Preludio [04:01]

13 – Corrente [02:08]

14 – Sarabanda [03:33]

15 – Giga [01:30]

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N° 2; 6: Pedalharmonium Mannborg (sec. XIX), collezione privata.

N° 9: Harmonium e Clarinetto

CREDITI:

Pieve di S. Giovanni Battista a Pievescola

Alessio Cervelli, harmonium ed esegesi

Con un contributo di Leonardo Agnelli, clarinetto

Registrazioni: luglio 2015

Pubblicazione: Shelve 2015

Licenza Creative Commons 4.0

Grafica: Andrea Verzeroli

 

 

LE TRACCE SONO LIBERAMENTE CONSULTABILI A QUESTO LINK:

https://www.youtube.com/playlist?list=PLxMwdJD7cZkSg8luRGOsLxzz_30RgeuHQ

 

HARMONIUM GALVAN (1933 ca) – Pieve di San Giovanni Battista a Pievescola, Cappella del Cristo morto, in cornu Evangelii

 

Disposizione fonica:

Ottava Bassa

Forte I

Principale 8’ bassi

Principale 8’ soprani

Voce Celeste 8’

Forte II

Ottava acuta

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