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musica di dio, giubilo del cuore

BLOG SULLA MUSICA SACRA

Mese

maggio 2016

All’Oratorio del Ceppo di Firenze, Mons. Nicola Bux “Con i Sacramenti non si scherza”!

<<Nostro Signore Gesù Cristo, per la salvezza del mondo, non ha fatto politica. Non ha combattuto l’impero romano, non ha fondato la Caritas. E non ha neppure scritto i vangeli. E’ morto sulla croce e ha istituito i sacramenti, perché ha ritenuto che questo fosse sufficiente per la salvezza del mondo>>.

Così, Mons Nicola Bux, all’Oratorio di S. Niccolò del Ceppo, a Firenze, giovedì 19 maggio u.s., in un incontro organizzato con la gentilissima collaborazione della Confraternita del Ceppo, in special modo del Guardiano Urbano Alli Maccarani e dell’organista titolare M° Francesco Giannoni.

<<Pensate alle odierne celebrazioni del battesimo. Il rito in sé si riduce ad un terzo rispetto a tutte le parole che dice il prete, che appare così più come un intrattenitore del pubblico che non un sacro ministro. Se per il battesimo, come per tutti gli altri sacramenti, c’è bisogno di spiegare ogni cosa al momento di amministrarlo, se riteniamo che le spiegazioni aggiunte e moltiplicate sopra i gesti e sopra le parole stesse del sacramento siano tanto necessarie, allora significa che non crediamo al valore stesso del sacramento, e pensiamo che sia più importante spiegare che non ben celebrare. Ma questa prevalenza della parola è un chiaro influsso protestante, non è certo genuino credere cattolico, così come lo delinea Sant’Agostino: aggiungi la parola (quella del Signore) all’elemento, e hai fatto il sacramento>>.

Come ha ben scritto Vittorio Messori, nella prefazione al nuovo libro di Mons. Bux, Con i Sacramenti non si scherza (Ed. Cantagalli), <<La Chiesa pare voler dissolvere i contorni netti della fede in una sorta di brodo indeterminato e rimescolato dal ‘secondo me’ di certi sacerdoti. Ebbene, della fede, i sacramenti sono l’espressione, il frutto, il dono più alto e prezioso. Ecco, dunque, il nostro autore dedicarsi al tema, con la passione consueta. Per ognuno dei sette ‘segni efficaci’ l’autore chiarisce l’oggetto, il significato, la storia. Poi – necessaria, e più che mai attuale l’avvertenza circa le deformazioni, gli equivoci, le aggiunte o le sottrazioni che oggi minacciano quel sacramento. Dunque una catechesi, in uno stile che sa essere al contempo dotto e divulgativo, seguita da una sorta di ‘manuale per l’uso’. Alla base di tutto quanto succede nella Catholica ormai da decenni, c’è quanto l’autore denunciava anche nei libri precedenti: quella ‘svolta antropocentrica che ha portato nella Chiesa molta presenza dell’uomo, ma poca presenza di Dio’. La sociologia invece della teologia, il Mondo che oscura il Cielo, l’orizzontale senza il verticale, la profanità che scaccia la sacralità. La sintesi cattolica – quella sorta di legge dell’et-et, di unione degli opposti che regge l’intero edificio della fede – è stata troppo spesso abbandonata per una unilateralità inammissibile>>.

La strada per un risanamento liturgico che non sia un mero (e anacronistico) ritorno al passato, bensì un andare avanti per la strata tracciata dal Concilio con la consapevolezza dell’immensa ricchezza del nostro passato musicale ed artistico, non può assolutamente prescindere da Bach, anche in ambito cattolico. Come ha acutamente affermato Federico Cifelli, nella presentazione del saggio “Bach ieri, Bach oggi” (di A. Cervelli), <<sulla stregua di quei pochi corali che sono stati inseriti nei conosciutissimi repertori nazionali tutt’oggi in uso nella stragrande maggioranza delle nostre parrocchie, (Nella casa del Padre, Repertorio Nazionale CEI, in cui troviamo: “Lodate Dio”, “Te lodiamo Trinità”, “Mistero della Cena”, “Se tu m’accogli Padre buono”…) dovremmo ampliare questi sussidi al canto con ulteriori corali, tradotti in maniera egregia, per far cantare finalmente la musica sacra Bachiana anche la liturgia odierna. Nulla vieta, anzi sarà quasi necessario che quando li eseguiremo in una nostra assemblea liturgica, il bravo organista di chiesa, sappia con la sua abile maestria introdurre il corale con un bel preludio d’organo e magari prolungarlo con un egregio postludio. Questa a mio parere è la nuova frontiera per poter cantare e suonare Bach nella liturgia. Vale a dire che in prima istanza dovremmo far cantare Bach nella liturgia, nella lode a Dio, ed in secundis, quando gli orecchi del popolo di Dio, tramite la sua partecipazione saranno aperti e ben disponibili all’elevazione spirituale, potremo utilizzare appieno anche il Bach compositore-organista. Insomma vista la povertà e il medio-basso livello sia musicale che testuale di molti dei nostri canti liturgici, è estremamente necessario attualizzare il maestro tedesco riportando alla luce lo scopo originario per cui egli scriveva>>.

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  Ad aiutare i convenuti a rimettere insieme le impressioni, gli input e le idee della serata hanno contribuito pagine della letteratura barocca francese (Titelouze) e italiana (Frescobaldi, Zipoli) eseguite dal giovane organista barese Giuseppe Colonna (qui di seguito il pdf del programma della serata, coi brani eseguiti).

19 Maggio 2016 – Programma Incontro Oratorio del Ceppo – Firenze

Sul finire dell’incontro, inaspettato quanto interessante è stato il breve intervento che è stato invitato a tenere il moderatore della serata, Elia Mori, giovane studioso di cinema e spettacolo, a proposito del suo videodocumentario “Questo è Bach, ragazzi!“. Uno dei presenti ha domandato: “Come mai un giovane regista come lei ha sentito di dover dedicare i primi entusiasmi e le prime energie proprio a Bach e alla musica per organo?”.

La risposta è stata sostanzialmente simile ad un intervento che Mori aveva già tenuto nei commenti del nostro blog:

<< Io provengo da una realtà parocchuiale dove tutto si canta e tutto si suona tranne che la musica seria e bella… figuriamoci Bach! E pensavo che quella fosse la normale vita liturgica. Poi conobbi Alessio, quando ero un ragazzino sui 15-16 anni, completamente digiuno di conoscenze musicologiche. Un giorno ,durante una delle nostre numerose chiacchierate, gli dissi che ero rimasto particolarmente colpito da una musica che avevo sentito,e cercai in qualche modo di “cantargliela” (mi passi il termine): lui capì, mi sorrise, e me la fece ascoltare. Alla fine chiese “Ti piace sempre, ora che l’hai ascoltata tutta?” “Forse anche di più!”, risposi io; “Hai appena ascoltato il Magnificat BWV 243, e il suo autore è Bach”, concluse. In stile un po’ donabbondiano dissi tra me e me “Bach, chi era costui?”, nel senso che avevo sentito questo nome una miriade di volte, ma non conoscevo praticamente nulla delle sue opere. Insomma, fu proprio Alessio a farmi avvicinare alla musica per organo, domanda dopo domanda, risposta dopo risposta, organo che avevo sentito suonare veramente poche volte fino ad allora (complici soprattutto le parrocchie che frequentavo). Io cinefilo accanito (mia primaria passione, sopra ogni altra, questo va detto) e amante della musica d’organo, Alessio professore di Musicologia Liturgica: il passo da qui a realizzare un documentario fu veramente breve. Il mio primo lavoro, il videodocumentario su Bach, appunto, è il risultato del nostro incontro, del nostro conoscerci e soprattutto del nostro condividere le impressioni che questa musica ci suscitava. Perché ho scelto di cominciare il mio impegno nel mondo del video con questo lavoro su Bach? Per la volontà di riprodurre l’atmosfera di quelle discussioni, nella speranza che altre persone possano avvicinarsi, come feci io, a questa bella musica e trarne il maggior bene possibile>>.

(Qui, le puntate del videodocumentario diretto da Elia Mori:

https://musicadidiogiubilodelcuore.wordpress.com/category/questo-e-bach-ragazzi-documentario-di-elia-mori/)

Ci viene inevitabilmente da domandarci: se giovani  cresciuti nel clima schitarrante e “gioioso” delle parrocchie di oggi, divenuti poi studiosi di musica, di cinema, di spettacolo,  trovano invece l’ispirazione (e addirittura la via del ritorno ad una fede cattolica vissuta) nei grandi del passato come Bach; se sempre più ragazzi, adolescenti e giovani ricercano il bello del sacro e si volgono indietro a interrogarsi su cosa sia andato perso, dopo le disposizioni applicative (discutibili) di ciò che il Concilio Vaticano II non ha mai affermato nelle sue costituzioni in virtù della retta ermeneutica della continuità così come ce l’ha insegnata Benedetto XVI; se siamo giunti ad un punto tale che libri del genere di “Come andare a messa e non perdere la fede” (N. Bux, Piemme) hanno venduto migliaia di copie tra i fedeli cattolici in cerca di risposte e di conforto ai loro dubbi, e se un libro appena uscito come “Con i sacramenti non si scherza” (N. Bux, Cantagalli) sta già scalando le classifiche di vendita… non ci sarà forse qualcosina da rivedere nella pratica liturgica, musicale e pastorale del nostro “oggi ecclesiale”?

La Redazione

N. Bux, “Con i sacramenti non si scherza“, Ed. Cantagalli, acquistabile qui:

http://www.libreriauniversitaria.it/sacramenti-non-si-scherza-bux/libro/9788868793371

A. Cervelli, “Bach ieri, Bach oggi“, StreetLib, acquistabile qui:

http://www.amazon.it/Bach-ieri-oggi-Alessio-Cervelli/dp/6050491135

disponibile anche in ebook:

https://www.amazon.com/musicista-luterano-nellodierna-liturgia-cattolica-ebook/dp/B014GATANM/191-3150392-9635346?ie=UTF8&*Version*=1&*entries*=0

Forse un luterano può esser preso da maestro pure per la musica della liturgia cattolica? (di Federico Cifelli)

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Relazione di Federico Cifelli

circa il saggio “Bach ieri, Bach oggi” (di A. Cervelli)

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Giovedì 19 maggio 2016

Oratorio di S. Niccolò del Ceppo (Firenze)

Presentazione dei saggi “Con i Sacramenti non si scherza” di Mons. Nicola Bux

e “Bach ieri, Bach oggi” di Alessio Cervelli.

Per aprire il pdf cliccare qui:

Intervento F Cifelli – 19 maggio 2016

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