Johann Sebastian, ormai ridotto alla cecità da due interventi chirurgici pessimamente eseguiti dall’oculista ciarlatano John Taylor, sente le forze che gli vengono meno, sente di essere ormai vicino ad addormentarsi per sempre.
Vita dura e difficile, la sua: orfano di entrambi i genitori fin dalla più tenera età, maltrattato dal fratello maggiore, ingiustamente carcerato, vedovo “improvviso” della prima amata moglie Maria Barbara, seppellitore della gran parte dei suoi molti figli.
Lui, che siglava le sue opere con S.D.G., “Soli Deo Gloria”; lui, che durante il carcere a Weimar investe quel tempo per lavorare al suo libro di corali per organo, dedicati al Dio Altissimo per lodarLo e al prossimo perché possa imparare; lui che, pur di carattere orso e schivo, era tuttavia uomo col quale si stava volentieri insieme, e che aveva saputo essere un padre tenerissimo per i figli, un marito affettuoso per le mogli, un precettore di gran calibro, artistico ed umano, per molti “figli degli altri”.
Ora è allo stremo delle forze, steso sul suo letto, cieco.
Può lasciarsi andare alla disperazione, può gridare la sua rabbia, può urlare il suo odio verso il Cielo.
E invece che fa?
Chiama un suo allievo, marito di una delle sue figlie, e inizia a dettargli delle sue idee musicali per un corale per organo: “Davanti al Tuo trono mi presento, o Dio”.
Bach sceglie di fare questo, negli ultimi momenti che gli restano. La melodia procede serena, quieta, dolce, senza orpelli e pesantezze; l’amonia infonde una pace che davvero ha poco di “umano”, se si pensa alla circostanza in cui essa vede la luce.
A Johann Sebastian non resta abbastanza tempo per terminarlo: lo farà quel suo caro allievo.
La sera del 28 luglio 1750, all’età di 65 anni, Bach compare davanti a quel Trono di cui aveva dettato le sue meditazioni nei suoi ultimi giorni terreni.
Questo è Bach: un uomo che ha saputo essere grande e semplice anche davanti alla morte, dopo una vita difficile e dura, rischarata dalla scelta della fede.
Nel giorno della commemorazione di tutti i defunti, concediamoci qualche minuto di serena meditazione, con le note di questo corale semplice e splendido.

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