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  • La musica: nutrimento per la nostra anima

La nostra anima, così come il nostro corpo, ha bisogno di nutrimento. Se il nutrimento davvero eccellente ed indispensabile per l’anima è il Corpo e Sangue di Cristo nell’Eucaristia, anche i sensi della nostra anima occorre curarli e nutrirli. Il tempo di Quaresima è tempo privilegiato per riscoprire questo bisogno, e soprattutto per ascoltarlo e assecondarlo.

            Il senso tra tutti più fruttuoso per la preghiera nella liturgia latina è l’udito. Non a caso è la Musica l’unica arte indicata come facente parte integrale del culto (SC cap. VI).

            Tra tutti i musicisti sacri, l’insuperato e il più grande maestro nel cantare la propria fede in Cristo mediante la propria musica è Johann Sebastian Bach. A guidare la nostra piccola meditazione è un suo brevissimo corale per organo dal titolo “Dall’abisso io t’invoco, o Signore” (Ich ruf zu dir), una rilettura poetica del Salmo 129.

  • “Ich ruf zu dir” BWV 639 – Linee guida per l’ascolto meditato

            Il brano è costituito soltanto da tre esili voci strumentali. La prima voce esprime nei suoni acuti il tema del corale “Dall’abisso io t’invoco”: placida, quieta, ornata. Ma non serena, bensì ardente e forte: “Dal profondo a te grido, o Signore!

            La seconda voce è esposta nelle sonorità medie dello strumento, con un tappeto di arpeggi: esprime il tema della supplica incessante, come il muoversi delle onde, come un alito di vento continuo tra le fronde degli alberi in un campo: “Signore, ascolta la mia voce!

            La terza voce è data dai bassi scolpiti dalla pedaliera dell’organo: sono le pulsazioni del cuore, che batte anelante, infiammato nella preghiera. “L’anima mia attende il Signore più che le sentinelle l’aurora”.

            In tre voci che si sovrappongono nelle leggi splendide dell’armonia, Bach crea un gioiello prezioso di bellezza e di preghiera che davvero è in grado di portarci nel cuore di fronte a Dio…basta solo far silenzio, entrare in questo linguaggio (forse non per tutti abituale, oramai) e lasciarsi andare.

  • Come ascoltare?

Di seguito c’è un bellissimo acquarello di un pittore spagnolo dal titolo “Gesù clemente e misericordioso”. Vi è raffigurato il Signore risorto che accoglie ed abbraccia un uomo contemporaneo (lo si vede dalle vesti: giacca, camicia) che si inginocchia di fianco a Lui. Vuole essere l’invito alla nostra anima: “Fatti umile, poniti in ginocchio, che il Signore già ti tende la mano nella sua misericordia!”.

L’invito è: ascoltare il brano ponendo davanti agli occhi questa immagine e il testo del salmo 129.

Buona preghiera e buona Quaresima!

Dal profondo a te grido, o Signore; Signore, ascolta la mia voce. / Siano i tuoi orecchi attenti alla voce della mia preghiera. / Se consideri le colpe, Signore, Signore, chi potrà sussistere? / Ma presso di te è il perdono: perciò avremo il tuo timore. / Io spero nel Signore, l’anima mia spera nella sua parola. / L’anima mia attende il Signor più che le sentinelle l’aurora. / Israele attenda il Signore, perché presso il Signore è la misericordia / e grande presso di lui la redenzione./ Egli redimerà Israele da tutte le sue colpe.

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