Il grande cembalista ed organista Alfonso Fedi ha accordato con grande cortesia e un entusiasmo tanto grande quanto – lo confesso candidamente – inatteso la sua prefazione a questo nuovo, piccolo saggio dove ho cercato di dire qualcosa di buono sul pensiero che i grandi Padri della Chiesa avevano circa il canto e la musica. Di tutto cuore lo ringrazio e condivido coi lettori le parole con cui il Maestro presenta questo libretto. (A. Cervelli)

Alfonso Fedi.jpgLa presente fatica letteraria di Alessio Cervelli getta nuova luce sul complesso rapporto che intercorre tra il linguaggio dei suoni e la sua contestualizzazione nell’ambito della tradizione giudaico – cristiana. In particolare, prende in esame alcuni aspetti, inediti o alquanto trascurati, dello stretto legame esistente tra Ars Musica e pensiero patristico.

        Se è vero, infatti, che sono stati versati fiumi d’inchiostro sul De Musica di Sant’Agostino e sulla sua attenzione al ruolo e all’importanza che il “ritmo musicale” riveste nelle Sacre Scritture, non si può certo affermare che ci si sia spesso soffermati a riflettere su analoghi scritti, ugualmente eloquenti e significativi, di San Girolamo o di Sant’Ambrogio. Troveremmo anche qui, come pure in San Giovanni Crisostomo, musica delle parole e musica dei suoni che si compenetrano, come ben risulta dalla non casuale coincidenza, nella lingua greca antica, di melos e rhytmos, entrambi insiti nella pronuncia stessa delle parole.

        Dalla nota espressione di Agostino “cantare nel giubilo”, prende avvio un percorso lungo il quale l’autore ci guida alla scoperta di quello che ritiene quasi essere, più che uno “strumento”, l’attuazione pratica del pensiero agostiniano: l’organo. Lo fa da par suo, tratteggiando, con la squisitezza letteraria che lo distingue ed evitando fastidiosi luoghi comuni, una linea che, tra alti e bassi, ci potrebbe condurre fino ai giorni nostri.

        Qui, forse per superare l’inevitabile senso di smarrimento causato dalla decadenza che la musica sacra sta vivendo ormai da troppi anni, il nostro οδηγός, con un colpo d’ala, ci risolleva fino al sommo Bach, suo grande e antico amore. In particolare, alla celebre versione organistica del Corale Nun komm, der Heiden Heiland, che riprende ed elabora mirabilmente l’inno ambrosiano Veni redémptor géntium.

        Così il cerchio si chiude, senza troppo rammarico…

        Credo che si possa leggere il presente saggio del Cervelli in due modi: come un agile manuale, grazie alla felice capacità di sintesi e alla dovizia di spunti interessanti, requisito fondamentale di ogni buon manuale, ma anche come un’opera già “classica”, considerandone la lucida e sicura trattazione, esente da rischi di future corrosioni. Certamente, un ottimo libro su cui meditare.

        L’equilibrato corredo di note al testo completa degnamente un lavoro al quale non si può che augurare un’ampia diffusione.

Alfonso Fedi

Fiesole, 23 febbraio 2017 – Memoria Liturgica di San Policarpo, vescovo e martire

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